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Igiene industriale

ECOOPERA si occupa anche di igiene industriale. In ambienti di lavoro confinati è in grado di monitorare: l’esposizione professionale al rumore, alle vibrazioni, alle emissioni elettromagnetiche, al gas Radon, allo stress microclimatico, ai contaminanti chimici e biologici.


Igiene industriale e del lavoro

Emissioni in atmosfera

Il servizio include i controlli delle emissioni in atmosfera prodotte dalle attività produttive, sia in forma convogliata che diffusa, oltre ai controlli di igiene in ambiente di lavoro per la determinazione dell’esposizione professionale a polveri, fibre d’amianto, aerosol, nebbie d’olio, vapori, solventi e altri inquinanti chimici che possono andare a contatto con le vie respiratorie e la cute. Di particolare rilievo la disponibilità di attrezzatura di prim’ordine: campionatori personali e ambientali, FID, ORIBA, etc..

Indagini in ambiente di lavoro

Ecoopera svolge prelievi in ambiente di lavoro, campionamenti personali su operatori, determinazione dell’esposizione professionale ad inquinanti chimici come polveri totali, frazioni inalabili, metalli tossici, sostanze organiche, monomeri, prodotti di termodegradazione di materie plastiche, fumi di saldatura, aerosol d’olio, fluidi lubrorefrigeranti, fibre artificiali, fibre naturali, amianto.

Microclima

Nelle realtà lavorative che possono presentare condizioni ambientali fuori dagli standard di tollerabilità, ECOOPERA determina, durante la fase di valutazione dei rischi, le discordanze rispetto agli standard di comfort attraverso il campionamento con centralina microclimatica e luxometro.

Rumore e vibrazioni

ECOOPERA svolge rilievi di rumore in ambiente di lavoro, esterno o abitativo impiegando fonometri di Classe 1. L’attività viene svolta da personale iscritto negli elenchi regionali dei Tecnici Competenti in Acustica. Negli ambienti di lavoro vengono effettuate contestualmente valutazioni di rischio delle vibrazioni trasmesse da macchine e utensili, fornendo il servizio di misura a mezzo di accelerometri triassiali, con restituzione del vettore risultante in tempo reale.

Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore; la principale fonte di immissione di radon nell'ambiente è il sottosuolo, insieme ad alcuni materiali di costruzione. Il gas origina da substrati rocciosi di tipo grantico, ma può ritrovarsi anche in altre zone non sospette per effetto del carsismo ed in generale della circolazione idrica sotterranea: infatti il radon è solubile in acqua.
Il radon, una volta che raggiunge la superficie si disperde, ma può accumularsi invece negli ambienti chiusi e poco areati - specie sotterranei o semisotterranei a contatto con il suolo - in quanto più pesante dell'aria. Questo gas impercettibile è pericoloso se viene respirato essendo classificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta.

Dal 2004 le aziende sono tenuti a tutelare i lavoratori dai rischi di esposizione a sorgenti radioattive naturali. Anche negli ambienti abitativi e civili sta sempre più facendosi strada la necessità di cautelarsi contro questo gas radioattivo che rappresenta la seconda causa di morte per cancro polmonare dopo il fumo.

Ecoopera propone il monitoraggio e la consulenza per il risanamento attraverso l’esposizione negli ambienti a rischio di dosimetri passivi. Questi vengono successivamente analizzati e accompagnati da un rapporto tecnico sui valori riscontrati e sulle eventuali misure di risanamento da adottare.

Radiazioni ottiche artificiali (ROA)

L'art. 306 c. 3 del D.lgs. 81/08 ha previsto il differimento dell'entrata in vigore delle disposizioni di cui al Titolo VIII - Capo V recante "Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali". Un nuovo centro di rischio che il precedente D.Lgs. 626/94 non regolava esplicitamente.

L'obbligo per il datore di lavoro di valutare il rischio derivante dall'esposizione a radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute, sarà in vigore dal 26 aprile 2010.La violazione dell'obbligo di valutazione del rischio costituisce, per il datore di lavoro, contravvenzione sanzionata alternativamente con l'arresto da 3 a 6 mesi o con l'ammenda da € 2.500 a € 6.400 (cfr. art. 55 co. 1 lett. a)). Si applica la pena dell'arresto da 4 a 8 mesi se la violazione è commessa:

  • nelle aziende di cui all'art. 31 co. 6 lett. a), b), c), d), f) e g) [rischio incidente rilevante, centrali termoelettriche, processi con radiazioni ionizzanti, fabbricazione e deposito esplosivi, attività estrattive sup. 50 lavoratori, strutture di ricovero e cura sup. 50 lavoratori];
  • in aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi biologici di cui all'art. 268 co. 1) lett. c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attività di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto; 
  • per le attività disciplinate da Titolo IV [cantieri temporanei e mobili] caratterizzate dalla compresenza di più imprese e la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno. (cfr. art. 55 co. 2).

Per effettuare la valutazione del rischio di esposizione alle ROA lo schema di flusso consigliato dalle Linee Guida ISPESL è il seguente:

  • Conoscenza delle sorgenti 
  • Confronto con i valori limite
  • Conoscenza delle modalità espositive
  • Esecuzione di misure
  • Esecuzione di calcoli
Campi elettromagnetici

Ecoopera dispone di un equipaggiamento completo per il rilievo di campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza. Nell’ambito delle alte frequenze prodotte da stazioni radio base per cellulari, antenne e ponti radio, tralicci per la trasmissione radiotelevisiva, Ecoopera dispone di integratore e analizzatore di spettro con relativo corredo di antenne. Per situazioni particolarmente complesse si avvale della collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler (FBK), sulla base di una convenzione preferenziale.

Stress lavoro correlato

L'art. 28 del Decreto Legislativo nl 81/08 rende obbligatorio da parte del datore di lavoro valutare il rischio da stress correlato secondo i dettami previsti dall'accordo Europeo dell'8 ottobre 2004.  

Lo stress è considerato oggi uno dei problemi sociali più gravi, cui va data un'adeguata risposta sia a livello di cura che di prevenzione. Studi sperimentali hanno dimostrato lo stretto collegamento tra condizioni alterate di stress e livelli biologici profondi, che giocano un ruolo importante in diverse malattie. Lo stress è, inoltre, causa diretta di patologie: ansia, attacchi di panico, insonnia, difficoltà di concentrazione e di decisione, pensieri ripetitivi, irritabilità. Sul piano lavorativo, sono ben noti i costi del burn-out, effetto diretto di una situazione di stress prolungato.Si tratta dunque di un problema che non può essere ignorato, ma da affrontare con decisione, in base a regole e attraverso percorsi condivisi dalle parti.

Potenzialmente lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro e ogni lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni dell' azienda/ente, dal settore di attività o dalla tipologia del contratto o del rapporto di lavoro.

Affrontare la questione dello stress lavoro-correlato (SLC) può condurre a una maggiore efficienza e a un miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori, con conseguenti benefici economici e sociali per le cooperative, lavoratori e imprese nel suo complesso.

Dal 31 dicembre 2010 entra in vigore l'obbligo della valutazione del rischio stress lavoro correlato cosi come previsto all'art. 28 del Decreto 81/08 comma 1-bis. A partire da tale data le aziende/enti dovranno procedere alla valutazione del rischio.

La ragioni della valutazione SLC si possono cosi riassumere:

  • ragioni etiche: migliorare la qualita della vita professionale dei lavoratori, prevenendo, nel contempo, potenziali fattori nocivi alla sicurezza;
  • ragioni di performance: migliorare la qualità della vita professionale significa migliorare la performance di un'organizzazione; 
  • ragioni normative: ottemperare a un obbligo di legge.
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