spurgo
Cerca

Sicurezza sul lavoro

ECOOPERA interviene anche nell'ambito della consulenza e formazione per la sicurezza sul lavoro. Seguendo la normativa esistente essa si occupa di supportare i propri clienti nella valutazione del rischio negli ambienti di lavoro e nella definizione di una procedura per la gestione delle emergenze.

Tra l'altro si occupa del rischio incendio e rischio atmosfere esplosive.

Nell'ambito dell'attività di consulenza e formazione propone alle Aziende la verifica di idoneità e la prova di tenuta dei DPI per la protezione delle vie respiratorie.

Rischio incendio

IL RISCHIO INCENDIO

Il D.Lgs. 81/09 all''Articolo 46  "Prevenzione incendi" recita:

"1. La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente.

 

2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essere adottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare l'incolumità dei lavoratori.

 

3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e dalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presente decreto, i Ministri dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale, in relazione ai fattori di rischio, adottano uno o più decreti nei quali sono definiti:

  • i criteri diretti atti ad individuare:
  1. misure intese ad evitare l'insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;
  2. misure precauzionali di esercizio;
  3. metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio;
  4. criteri per la gestione delle emergenze;
  • le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione.

 

4. Fino all'adozione dei decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi i criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro dell'interno in data 10 marzo 1998.


DESCRIZIONE DEL SERVIZIO

In base all'esperienza maturata e sulla base dei criteri adottati dal Servizio Antincendio della PAT per lo sviluppo di documenti analoghi, la Valutazione del Rischio Incendio andrà ad articolarsi come di seguito indicato:

  • raccolta delle informazioni nel corso di sopralluogo tecnico.. In tale occasione verranno verificate le dotazioni antincendio in uso, le caratteristiche delle vie di esodo e delle uscite, verranno censite le sorgenti di innesco, le condizioni capaci di generare un carico di incendio, le possibilità di propagazione, l'affollamento massimo dei locali, la presenza di popolazione protetta,
  • le informazioni raccolte verranno successivamente schedate per ambienti omogenei e piani in modo da determinare il grado di rischio come sommatoria di condizioni riscontrate in sottozone: è possibile così che una zona valutata in maniera più gravosa di altre qualifichi un intero ambiente (ad esempio) con quel grado di rischio. La classificazione del rischio richiesta dal Decreto deriverà da: possibilità di innesco; possibilità di combustione, possibilità di diffusione, combinazione tra fattori mitiganti e penalizzanti (presenza di pubblico, limitazioni psicofisiche, presenza ed efficacia dei sistemi di allarme, ecc.). verrà infine verificato il dimensionamento delle vie di fuga e delle uscite di piano secondo il Decreto;
  • una volta valutato il rischio e classificato, si individueranno gli specifici interventi da attuare, sempre applicando un criterio di identificazione delle soluzioni a zone. Il risultato delle osservazioni raccolte durante il sopralluogo e delle soluzioni prospettate per adeguare i locali alle misure strutturali e tecnologiche antincendio, saranno raccolti in una planimetria descrittiva dello stato finale degli ambienti;
  • infine verrà prodotta un'esauriente procedura di gestione delle emergenze che sarà corredata di planimetrie informative da esporre lungo le zone di passaggio e negli ambienti di maggiore frequentazione.
Rischio atmosfere esplosive

RISCHIO ATMOSFERE ESPLOSIVE

Le atmosfere esplosive possono svilupparsi per l'accumularsi di gas e polveri nell'aria fino alla saturazione che può consentire, in presenza di innesco, una reazione esplosiva. Rischi di questo tipo vanno valutati ad esempio dove troviamo utenze che consumano gas combustibili, dove possono accumularsi vapori infiammabili, dove si può sviluppare biogas in condizioni anaerobiche, dove possono svilupparsi polveri in ambienti chiusi (es. settore cartario, lavorazione legno, lavori in sotterraneo, ecc.).

Precisiamo che l'intera disciplina prevenzionistica è stata di recente riformata dal D. Lgs. 81/08 che ha sostituito ed abrogato il precedente D. Lgs. 626/94, inclusi i relativi decreti attuativi, tra i quali il D. LGS. 233/03, che dava attuazione alla direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di formazione di atmosfere esplosive.

In particolare, all'art. 294 del D.Lgs. 81/08, comma 1, il datore di lavoro provvede a elaborare e a tenere aggiornato un documento, denominato: «documento sulla protezione contro le esplosioni».

2. Il documento di cui al comma 1, in particolare, deve precisare:

a) che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;

b) che saranno prese misure adeguate per raggiungere gli obiettivi del presente titolo;

c) quali sono i luoghi che sono stati classificati nelle zone di cui all' ALLEGATO XLIX;

d) quali sono i luoghi in cui si applicano le prescrizioni minime di cui all' ALLEGATO L.

e) che i luoghi e le attrezzature di lavoro, compresi i dispositivi di allarme, sono concepiti, impiegati e mantenuti in efficienza tenendo nel debito conto la sicurezza;

f) che, ai sensi del titolo III, sono stati adottati gli accorgimenti per l'impiego sicuro di attrezzature di lavoro.

Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da € 2.000 a € 10.000 per la violazione degli articoli 289 comma 2 (Prevenzione e protezione contro le esplosioni), 291 (obblighi generali), 292 comma 2 (coordinamento), 293 commi 1 e 2 (aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive), e 296 (verifiche).

L'articolazione del servizio proposto da CET soc.coop. si distingue in 3 fasi.

  1. Classificazione delle zone con pericolo di esplosione, concordate con la Committenza, relative all'Impianto di Essiccazione e al magazzino;
  2. Valutazione dei Rischio di formazione atmosfere esplosive, incluse eventuali zone promiscuo di ricarica carrelli elevatori e centrale termica;
  3. Redazione del Documento sulla protezione contro le Esplosioni, in conformità all'art. 294 del D. Lgs. 81/08, T.U. in materia di igiene e sicurezza nel lavoro.

 

FIT TEST - Assicurare efficacia ai DPI per le vie respiratorie

VALIDAZIONE ED ADDESTRAMENTO DEL DISPOSITIVO INDIVIDUALE PER LA PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE - UN APPROCCIO EFFICIENTE OFFERTO DA ECOOPERA.



Il D.L.gs. 81/2008 - Testo Unico sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro stabilisce che i DPI oltre ad “essere adeguati ai rischi da prevenire” (art. 76, comma 2, punto "a"), devono “tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore” (art. 76, comma 2, punto "c"), e “poter essere adatti all’utilizzatore secondo le sue necessità” (art. 76, comma 2 punto "d"). 
Il DPI delle vie respiratorie è classificato dalla norma come DPI di terza categoria e pertanto è obbligo del Datore di lavoro - come indicato dall’art. 77, comma 5 - assicurare formazione e specifico addestramento all’uso corretto ed utilizzo pratico dello stesso. 

Dopo l’iniziale individuazione e la scelta dei DPI il passo successivo è la validazione degli stessi e l’addestramento dei lavoratori. Questo passo è fondamentale per assicurarsi che i DPI individuati siano effettivamente efficaci sul lavoratore che li indossa.

Per validare i DPI delle vie respiratorie, l’unico strumento efficace ed attualmente riconosciuto a livello scientifico è la prova di tenuta (fit-test) che dimostra che il dispositivo ha una aderenza e tenuta corretta sul viso del lavoratore,  ovvero è idoneo a proteggerlo. La validazione del DPI è anche riconosciuta come addestramento all’uso corretto dei DPI. L’addestramento all’uso corretto come sopra indicato è obbligatorio per tutti i dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Per assicurarsi che il lavoratore indossi un respiratore idoneo alla sua conformazione facciale, ovvero sia protetto, ECOOPERA propone il servizio di verifica qualitativa dei DPI tramite l’utilizzo del Fit Test.
Grazie a questo test si può validare il DPI direttamente sul lavoratore. 

I passaggi richiesti dalla prova di tenuta sono semplici:
1. viene nebulizzata una sostanza dolce o amara per valutare la sensibilità del lavoratore al sapore;
2. il lavoratore indossa il respiratore seguendo le indicazioni fornite dal produttore;
3. il lavoratore indossa specifico copricapo;
4. all’interno del copricapo viene nebulizzato un aerosol non pericoloso e viene richiesto al lavoratore di effettuare degli specifici esercizi.
Se il lavoratore non percepisce l’odore od il sapore dell’aerosol, il respiratore individuato si adatta alla conformazione del viso del lavoratore ed è stato indossato correttamente.

VANTAGGI PER IL DATORE DI LAVORO e l'UTILIZZATORE:
- Diminuzione del rischio sanitario per i lavoratori,
- Esecuzione dell’addestramento obbligatorio previsto dall’art 77 D.Lgs. 81/2008,
- Valido come punteggio per la riduzione del premio assicurativo INAIL ( riduzione dei costi), 
- Resa del DPI ottimizzata,
- migliore utilizzo del DPI,
- scelta ottimale del DPI .

Si raccomanda ad ogni utilizzatore di effettuare un Fit Test per garantire che la protezione respiratoria sia adeguata ai livelli di sicurezza richiesti.
Il Fit Test rappresenta inoltre un valido strumento per sensibilizzare gli addetti e mostrare l’importanza del corretto indossamento e controllo giornaliero del respiratore.

Il Fit-Test è già obbligatorio per legge nei paesi anglosassoni. Il DPR 177/2011 raccomanda la verifica delle maschere con la prova di tenuta FIT-TEST. 

VEDI TUTTE News
Richiedi Info

Se desideri ricevere maggiori informazioni sui servizi di Ecoopera compila i campi del form seguente.